L’Impatto della Nautica Finlandese sul Mercato Mediterraneo

Finlandia Calling: presente e futuro della nautica visto dal nord, ma guardando a opportunità e minacce per il sud


Diciamoci la verità, io continuo ad andarci, ma noi, con loro non c’entriamo granché. 

La Finlandia è lontana, i finlandesi parlano una lingua incomprensibile e le loro barche sono in genere piccole: il 90% delle barche vendute non supera i 7 metri. 

In più sono pratiche e soprattutto in alluminio. 

Magari anche solo per lo scafo, mentre la coperta rimane in vetroresina, come le Yamarin Cross o gli Amt.

Se ti mancano dei pezzi che danno un senso a quanto sopra qui c’è un riassunto di che cosa è la nautica finalndese

Scherzi a parte, nonostante tutte le oggettive differenze di cui sopra, l’annuale trasferta al Vene Båt, il principale salone invernale della nautica finladese ha molto senso anche per noi mediterranei.

E alla fine trovi anche quattro lezioni che ti regalo dopo l’ennesima visita in quelle terre.

Intanto cominciamo con il dire che un’industria vitale e strutturata come quella della nautica suomi può diventare un acerrimo concorrente appena comincia a presentare barche mediterranee per forme e dimensioni. 

Axopar e Saxdor ti dicono qualcosa? 

E occhio ai Quarken che potrebbero avere lo stesso destino, specie adesso che crescono nelle dimensioni. E vedrai gli XO…

Così come può diventare un mercato reale nel momento in cui i nostri prodotti cominciano ad acquistare credibilità da quelle parti. 

E come sappiamo, spesso più che la cosa in sé è come gliela si vende. Vendi in seguito il caso Beneteau.

E ciò che succede là può darci un’idea di cosa possiamo fare qua da noi per allargare il mercato verso un pubblico più ampio, con barche meno lussuose e più per passare una giornata al mare, senza bisogno di inutili orpelli od ostentazioni. 

In Finlandia, la nautica è un’attività che coinvolge quasi l’intera popolazione.

E il recupero della domanda per imbarcazioni fuoribordo di piccole e medie dimensioni dipende dalla fiducia dei consumatori nella propria economia.

E non che non amino le cose belle, eh?! Nella sezione dedicata alle barche classiche erano esposte, tra le altre, tre  Riva restaurati.

Nota avventuroso sportiva, al Vene Båt era visibile anche la nuova barca a remi con cui  Jari Saario intende circumnavigare Capo Horn e  poi proseguire verso Città del Capo, in Sud Africa. 

«L’anno scorso abbiamo ricevuto feedback secondo cui c’erano troppe poche imbarcazioni di piccole dimensioni alla fiera. 

Quest’anno, invece, ne abbiamo di più, insieme a grandi barche a vela – per un totale di cinque yacht. 

L’obiettivo del Boat Show è ispirare anche chi sogna la nautica, e il nostro messaggio è chiaro: la nautica è un modo fantastico per socializzare e per godersi la natura. 

Non è un’attività difficile né necessariamente costosa, poiché i circoli nautici offrono l’opportunità di uscire in mare anche senza possedere un’imbarcazione. 

Quest’anno, ben 28 circoli nautici partecipano presentando i loro servizi e ispirando i visitatori ad avvicinarsi al mondo nautico», mi ha spiegato Kalle Mäkelä, Sales Manager del Helsinki Expo and Convention Centre. 

«Alla fiera, a tutti è garantito di trovare l’imbarcazione che fa per loro.»

Quindi non solo mercato, ma modi di andare in mare.

Oltre 400 barche esposte, che significa circa un sesto delle barche vendute lo scorso anno, a riprova di quanto i finlandesi credano nel potenziale della promozione anche quando le il mercato è un po’ più fiacco: non può nevicare per sempre, no? 

Vediamo le novità esposte, tra i debutti totali e le primizie per questo mercato: AMT 150 R, Aquador 400 HT, Faster 465, Max 55, Quarken 35 Sport Tourer, Rocky 50, Saxdor 340 GTWA, Silver Hawk SCX e BRX, Silver Condor Cabin, Suvi 63 T-Top, XO EXPLR 44 e Yamarin Cross 55 BR

Da segnalare a parte lo Yamarin Cross Concept 62 BR, probabilmente la barca (che può diventare di serie) più sostenibile del mondo. Se lo diventerà dipende dalla risposta del mercato, intanto però loro, Inha Works Ltd (la holding di Yamarin, Cross e Buster) ed EKA Composite, l’azienda che per loro segue la realizzazione dei compositi ci hanno provato.

E poi Anytec 860 T, Arronet 18.5 SPO, Arronet 25 Arrofoil e Arronet 26 Surprise, Boston Whaler 250 Outrage, Highfield Sport 560 & 760, Nordkapp Coupe 780, Pioner Go, Sting 470 Pro e Virtue V10 Cabin.

Curioso notare che non c’è un nome di famiglia

Quanti ne conosci se escludi quelle che hai visto anche a Genova o a Cannes? 

Se superi i cinque cantieri o sei finalndese o ci lavori. 

Anche qui, attenzione ai nomi ancora sconosciuti che potrebbero cominciare a diffondersi nel nostro bacino. 

Concorrenza per la nostra cantieristica, ma anche opportunità per i nostri dealer, che magari cercano barche che da noi non si costruiscono più (soprattutto a questi prezzi).

Le barche grandi qua non si vedono molto, i 45′ sono la misura massima che i navigatori suomi prendono in considerazione, a giudicare da tradizione ed esposizione.

Le barche più grosse non si vedono e sono rarissime, il Manhattan 55 di Sunseeker era la reginetta della fiera. Infatti aveva la fila per entrare a visitarla. 

E qui, a differenza di quanto avviene nei saloni mediterranei, le persone erano lasciate salire a bordo, a riprova di quanto diverso sia il nostro approccio dal loro.

I finlandesi navigano per andare ogni weekend dalla città dove vivono, Helsinki nella maggioranza dei casi, al loro summer cottage (ce ne sono circa 500mila ovvero uno ogni tre famiglie). 

Una volta là si spostano tra le decine di migliaia di isole a disposizione.

Per loro stare un giorno ormeggiati nello stesso posto, come invece facciamo noi del sud, è inconcepibile. 

E la prima funzione di fast commuter, di mezzo di trasporto fa sì che la barca a motore sia la scelta preferita (anche un po’ per la passione finlandese per la velocità: pensate a quanti piloti provengono da quassù).

Per questo, nonostante qui siano nati Baltic e Nautor, due dei più famosi cantieri di barche a vela, le unità a vento vendute in patria in totale sono meno delle dita che può sfoggiare un umano.

E solo una è uno Swan, un 48, mentre Il marchio più apprezzato è stato Beneteau, con 4 immatricolazioni, compreso il Beneteau Oceanis 51.1 che con i suoi 16 metri è stata la barca più grande immatricolata in assoluto. 

Come dire, se il prodotto piace, te lo comprano anche se vieni da un altro paese. 

Il 2024 è stato l’anno peggiore dal 2008. 2631 barche vendute: una riduzione di circa il 20% rispetto al 2023  e oltre il 50% in meno rispetto al picco post covid del 2021. 

Il fatturato delle aziende del comparto nautico è però sceso solo del 10%: meno barche vendute, ma più grandi: i ricchi sempre più ricchi i poveri sempre più poveri?

Secondo Jarkko Pajusalo, CEO della Finnish Marine Industries Federation Finnboat: «La cautela dei consumatori e il debole potere d’acquisto si sono resi particolarmente evidenti nelle vendite della classe più popolare, ovvero le piccole imbarcazioni fuoribordo».

I marchi più venduti sono praticamente sconosciuti da noi: Buster al primo posto con 350 imbarcazioni registrate seguito da Suvi con 184 imbarcazioni e Faster al terzo posto con 180 imbarcazioni. Silver, Yamarin e Terhi hanno superato le 100 nuove immatricolazioni.

E interessante notare come da queste parti, notoriamente con una stagione stiva molto corta, le moto d’acqua vendute siano circa sempre un terzo delle barche a motore, lo scorso anno sono state 653, di cui 560 Sea Doo, le altre 90 ripartite tra Kawasaki e Yamaha

Invece il gommone fa sempre fatica, con solo 31 unità vendute contro le 51 del 2023, ma continua a essere considerato, nel 2021 anno di massimo splendore recente del mercato, ben 107 finlandesi hanno scelto una barca gonfiabile. 

Io non ho visto un espositore italiano, perché visto che ancora siamo i primi produttori al mondo?

Interessante notare come il mercato dell’usato è rimasto particolarmente vivace con un volume di scambi è stato 10 volte più grande del nuovo: 23.506. 

Da cui si evince che: «le imbarcazioni sono tra i beni capitali di consumo più longevi al mondo, il che significa che cambiano proprietario più volte durante il loro ciclo di vita», come mi ha fatto notare Pajusalo.

I mercati confinanti hanno cominciato a riprendere slancio nella seconda metà dell’anno scorso, sebbene in modo decisamente più lento del previsto, sottolinea Pajusalo, e si prevede che il graduale recupero del potere d’acquisto grazie alla riduzione del costo del denaro possa migliorare la situazione.

Chi compra le barche finlandesi e quindi non compra le nostre ?

Secondo le statistiche doganali, il valore delle esportazioni finlandesi di imbarcazioni è calato di circa il 24% nel periodo gennaio–novembre 2024 rispetto all’anno precedente, mentre in termini di numeri la riduzione è stata del 39%. 

Indice che la contrazione del mercato è stata un po’ globale e che comunque hanno sofferto sempre più i piccoli che i grandi. 

Comunque oltre 3.000 imbarcazioni sono state esportate in 45 paesi differenti. 

In termini quantitativi, le esportazioni sono diminuite del 39%, mentre il valore complessivo è sceso del 24%.

Gli Stati Uniti sono diventati il principale paese di destinazione in termini di valore, con esportazioni che hanno raggiunto i 45 milioni di euro, 35 dei quali dovuti alle barche a vela (ecco dove vanno i Nautor e i Baltic). 

La Norvegia si è piazzata al secondo posto, con un calo del 42% nel numero di imbarcazioni esportate e una riduzione del 44% del valore, attestatosi a 32 milioni di euro. 

La Svezia ha occupato il terzo posto: il valore esportato è diminuito del 58% e sono state consegnate oltre 1.200 imbarcazioni, per un valore totale di 28 milioni di euro. 

Come dire: nei paesi scandinavi, dove la nautica è soprattutto piccola il male è stato comune.

A riprova che le barche a vela finniche siano un bene da diportisti abbienti vengono le destinazioni, dopo gli Usa arrivano le Isole Cayman (14 M€), la Norvegia (13,5 M€), la Francia (13,2 M€) e la Germania (12 M€). 

Questa tabella ci dà un’idea di quanto valgano i mercati e di quale siano le barche che si comprano in quei mercati. 

E questo vale anche per noi come produttori.

Statistiche delle esportazioni per i 10 maggiori paesi di destinazione

  • USA: 45,1 M€; 66 unità; crescita del 138,1%
  • Norvegia: 31,6 M€; 881 unità; variazione −44,5%
  • Svezia: 27,6 M€; 1.265 unità; variazione −58,0%
  • Germania: 21,7 M€; 183 unità; variazione −6,6%
  • Francia: 20,0 M€; 24 unità; variazione −13,5%
  • Regno Unito: 18,9 M€; 81 unità; variazione −35,5%
  • Isole Cayman: 14,4 M€; 2 unità
  • Svizzera: 10,2 M€; (unità non specificate); variazione −46,7%
  • Turchia: 10,1 M€; 49 unità; variazione +36,7%
  • Isole Vergini Britanniche: 8 M€; 7 unità; variazione +135,0%
  • Totale esportazioni: 252,6 M€; 3.012 unità; variazione −22,6%

Le importazioni sono diminuite del 35%

Il principale paese di importazione di imbarcazioni è rimasto il Messico, dal quale sono state importate 997 imbarcazioni, per lo più jet ski. 

La maggior parte di queste è stata sdoganata in Finlandia per essere poi ri-destinata ad altri mercati europei. Le importazioni dal Messico sono diminuite del 46%.


Il secondo paese di importazione è stato la Polonia, dove nel periodo gennaio–novembre 2024 le importazioni sono scese del 34%, attestandosi a 7,8 milioni di euro e 107 imbarcazioni. 

Dalla Svezia sono state importate 109 imbarcazioni, per un valore totale di circa 3 milioni di euro.

Statistiche delle importazioni per i cinque maggiori paesi (gen–nov 2024)

  • Messico: 11,5 M€; 997 unità; variazione −46,0%
  • Polonia: 7,8 M€; 107 unità; variazione −33,8%
  • Regno Unito: 4,0 M€; 234 unità; variazione +59,6%
  • Svezia: 3,6 M€; 109 unità; variazione −15,0%
  • Francia: 0,9 M€; 3 unità + 1752%
  • Totale importazioni: 35,6 M€; 288 unità; variazione −34,8%

Prospettive per il 2025

Come di consueto, Finnboat ha raccolto le stime dei propri membri riguardo al fatturato e alla situazione di fine anno: il 43% delle aziende crede che il fatturato rimarrà invariato; 44% prevede un aumento del fatturato; 13% si aspetta una diminuzione. Segno che si ritiene di aver toccato il fondo e che domani è un altro giorno.

In conclusione, cosa possiamo trarre come insegnamento da questa storia? 

Che la gente va in mare se inizialmente ce la si porta: prima da bambini e poi con iniziative che ti permettano di andare in mare con una barca anche se la barca non ce l’hai e magari con qualcuno che ti insegna: perché è così difficile trovare chi ti spiega come si “guida” una barca a motore?

Secondo, che il mondo pensa in maniera diversa a seconda delle culture, delle latitudini e delle circostanze geografiche: perché i cantieri inglesi e francesi hanno visto un enorme segno più e nella loro casella “vendite in Finlandia” e se esiste un dealer che vende i Sunseeker è forse perché quei cantieri si fanno vedere da queste parti?

Terzo, che lassù c’è un sacco di gente che produce barche che sono molto adatte a un mercato come quello che c’è quaggiù, barche aperte, motoscafi, lance: pensate per navigare e molto molto ben rifinite con prezzi concorrenziali: perché non sfruttare l’occasione per proporle anche nelle nostre acque?Quattro: i fisherman stanno avendo un successo incredibile, nonostante la riduzione dei numeri le barche di questa tipologia hanno fatto segnare un +46%: costruttori italiani di fisherman non è che pensate di approfittarne?

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