Non ti sarai mica perso la lettera che Stassi Anastassov, l’amministratore delegato di Ferretti Group, ha mandato in giro?
È una lezione di guida aziendale gratis strepitosa.
Un eccellente esempio di come una comunicazione manageriale ben costruita può contemporaneamente guidare l’azienda, posizionare il management e rivolgersi al mercato.
Chiara, condivisibile, stimolante,
Con dentro tanto marketing e tutto il resto.
Presentata in modo impeccabile.
Parla innanzitutto alla squadra: “Team” è la prima parola.
Poi alla stampa, alla quale è stata condivisa informalmente e non a tutti.
Ansa, Borsa Italiana e una rivista di settore, PressMare, e successivamente ripresa dai quotidiani.
Un colpo da maestro.
Cosa si può imparare da questa lezione di management?
Anzitutto come è strutturata una comunicazione efficace.
La lettera è lunga 1352 parole: nelle prime 124 c’è già dentro tutto.
Cornice d’accordo: perché vi sto comunicando ora.
I perché profondi per cui questa azienda funzionerà così.
L’obiettivo: che cosa dobbiamo ottenere.
La via: come ci riusciamo.
13 righe su 8 pagine totali.
Sbam!
Lezione da portare a casa: prima orienti e poi approfondisci.
Anastassov arriva a questo obiettivo con le sue sei “ossessioni”
Sei perché profondi che indicano azioni reali e risultati.
Sei criteri decisionali non sei slogan aziendali.
Così logici, chiari e positivi che sono un ottimo riferimento per chiunque guidi un’impresa.
Spiega cosa si aspetta da ognuno dei tre aspetti che tengono in piedi un’azienda: persone, procedure e marketing.
E dietro, a controllare tutto, i numeri,
E proprio le ossessioni sono la lezione pratica di management rivolta davvero all’azienda.
Eccole quindi.
Scandite una a una, ognuna con il suo bel titoletto: concreto e scritto per restare in testa.
Forma acchiappalike, contenuto credibile e solido: mantenere l’attenzione e genera fiducia.
Primo: che è l’equivalente di: io sono il signore Dio tuo: il cliente è il boss.
È lui che tiene in piedi il gioco.
Acquisire clienti è necessario, tenerli è molto più redditizio.
Perché un cliente soddisfatto non solo ti sceglie ancora, ma è il tuo miglior venditore.
Diventa un “evangelizzatore” perché le sue parole aumentano la reputazione aziendale.
Brand e design leggi: posizionamento e relativa comunicazione
La seconda ossessione e riguarda da vicino chi opera nel marketing.
Qui niente valori astratti, cita i brand uno per uno: Riva. Pershing. Ferretti Yachts. Wally. Custom Line. CRN. Itama.
Ecco il messaggio: storicità e differenziazione che si trasmettono attraverso nomi propri non mediante aggettivi.
Da notare: nessuna delle 1352 parole della lettera è “made” oppure “Italy”.
Chi vuole comunicare una tradizione e sente il bisogno di scriverlo ogni due righe, ha qui un controesempio utile.
Punto tre: i soldi, che per un’azienda sono fondamentali, significano vincere cioè portare risultati.
E per capire se i risultati sono duraturi, sostenibili e generano “rendimenti superiori per TUTTI”, si devono guardare i numeri (altro elemento fondamentale nel marketing,)
La tesi: essere più che fare.
Innovazione, ossessione quattro.
Tecnologia, sicuro, ma finalizzata a un miglioramento concreto, mai fine a se stessa.
E, accanto, l’evoluzione che arriva raccogliendo le buone idee dall’interno dell’azienda.
La quinta è l’ossessione più “intima”: l’orgoglio professionale.
Chiarisce perché è importante per chi deve decidere e cosa ciò significa per l’azienda.
Ovvero cosa si aspetta, come manager, dalla gestione del lavoro aziendale
In altre parole: come si fanno le cose.
“Per me l’execution non è glamour.
Significa semplicemente fare ciò che hai detto che avresti fatto, quando hai detto che lo avresti fatto, allo standard che avevi promesso.
Ancora e ancora.
È così che si costruiscono le grandi aziende.”
Meritocrazia (ripetuto tre volte) è il punto conclusivo, spiega che si cresce attraverso il merito, non l’amicizia.
Che letto dall’imprenditore, dal manager o da chiunque gestisca persone significa:
conosci le persone che lavorano per te, le loro azioni e le loro motivazioni.
Finito il racconto arriva quindi la conclusione.
Riassume le ossessioni con parole simili ma non identiche ai titoletti: stimolano il ricordo e non il senso di lezione da apprendere.
Chiude con un’affermazione coraggiosa: si dichiara “contestabile”, non infallibile, pronto al dialogo con chi ha idee diverse dalle sue.
Con una sola regola (facile da ricordare, no? è una sola): ogni sua decisione sarà presa esclusivamente in funzione di queste ossessioni.
Una scelta di credibilità, non di debolezza
Applausi!
Se poi Anastassov sarà ricordato come uomo dall’eccellente comunicazione o l’uomo dei risultati per TUTTI (come “maiuscola” lui) ce lo dirà il tempo.
Ma come documento è da condividere nei corsi di formazione manageriale, marketing, comunicazione.
Nota personale, ho avuto un brivido quando ho visto che tutto è partito dalla dichiarazione che avrebbe condiviso il “business DNA”.
E partire dal proprio DNA è sempre ciò che consigliamo a chiunque parli con noi di lavoro.
Per approfondire il dettaglio dei contenuti della lettera di Stassi, come si firma alla fine, consiglio la lettura della bella analisi svolta da PressMare, che ne riporta anche il testo integrale.












