In tutte le storie in cui c’è di mezzo una gallina, la figura del pollo la fa sempre l’umano.
L’hai notato?
Prendi la fiaba della gallina dalle uova d’oro: l’avido protagonista uccide l’aureo depositore fonte della sua inaspettata ricchezza, perché non si accontenta più di avere un uovo al giorno, ma le vuole tutte e subito.
E ovviamente non ottiene più nulla.
“Meglio un uovo oggi che una gallina domani”, evidenzia come compiamo scelte che premiano la ridotta soddisfazione immediata invece che i maggiori vantaggi a lungo termine.
Che la gallina non è un animale intelligente ce lo cantavano anche Cochi e Renato già 50 e passa anni fa, ma che noi ci comportiamo anche peggio ce lo dice l’esperienza quotidiana.
Hai visto quanto ciò diventa evidente quando si decide di svolgere in autonomia un lavoro che non abbiamo mai affrontato invece di rivolgersi al professionista?
Prendi, per esempio, il rubinetto che perde.
Si parte con il «che ci vuole a cambiare una guarnizione?!…». Ti doti degli attrezzi e dei pezzi necessari (ammesso che tu li abbia, sennò li devi comprare per quell’unica volta che li userai), magari dai un ripasso su Youtube per vedere “Come si cambia una guarnizione”, chiudi l’acqua, (perché l’hai visto su Youtube sennò non ci pensavi) e quindi ti metti all’opera.
A questo punto si aprono 3 scenari con altrettanti protagonisti.
Uno: quello di chi sa e ha manualità e dopo mezz’ora ha terminato e sta già pensando ad altro.
Due: quello di chi, tra bestemmie, nocche sbucciate, diversi «sei sicuro che si faccia così, sì?!…» del partner, arriva comunque alla fine con un risultato accettabile.
Certo, ha lasciato la casa senza acqua per tre ore, è tornato due volte in ferramenta a comprare prima le guarnizioni giuste e poi il copritubo che, non si sa perché, ha rotto.
E ora deve passare un’altra mezz’ora buona a sistemare il casino lasciato in bagno.
Tre: quello di chi dopo le tre ore e mezza si accorge di non avere la benché minima idea di come uscirne.
Decide di chiamare l’idraulico che gli comunica che per l’emergenza sono 100€ in più o che sennò può aspettare lunedì prossimo («ma è sicuro?! guardi che oggi è martedì e io sono con l’acqua chiusa perché sennò allago casa …»).
Ti è mai capitato di trovarti al posto del terzo?
Ecco, ora trasponi la cosa in ambito aziendale.
Qui se si decide di svolgere internamente il lavoro è perché si è convinti di risparmiare.
Quindi ti aiuto a fare due conti.
Metti che hai scelto un partner che sa di cosa parli e che si intende di nautica e che ti abbia chiesto 700 euro al mese per gestire le tue pagine social con un post a settimana.
Calcola le ore che servono a te per svolgere il lavoro.
Prima di tutto devi contare il tempo in cui crei il tuo calendario editoriale.
Ovvero: di che parlo volta dopo volta?
Qual è l’argomento che ha più senso sfruttare in questo momento dell’anno: il prodotto, una recensione di un cliente o un contenuto educativo?
E che formato uso: storie, reel, caroselli, foto?
Poi devo creare i contenuti che tra immagini e testi ti richiedono, sempre se sei veloce, almeno un paio d’ore a post.
Siamo già a 10 ore per avere qualcosa che prescinde da qualsiasi discorso strategico né che ha alcuna garanzia di successo (lo hai mai fatto prima? Hai dei risultati confrontabili?)
Poi ci sono da analizzare i dati: cosa ha funzionato e cosa no? Cosa abbiamo azzeccato e cosa invece non è piaciuto?
Diciamo un altro paio d’ore al mese.
E siamo a 12 ore.
Vuoi dedicare almeno un’altra mezz’ora a post per rispondere ai commenti, interagire con altre pagine ecc?
E arriviamo a 14 ore
Ora, tieni conto anche del fatto che per 14 ore non ti occuperai di nient’altro che di gestire delle pagine social.
Ovvero per essere conveniente ogni ora aziendale dedicata ai social ti deve costare meno di 50€.
E aggiungi pure che durante quelle 14 ore non ti stai occupando di realizzare il prodotto o di erogare il servizio che la tua azienda vende.
Quindi sei sicuro che ti convenga fare da te o stai facendo la figura del pollo?
La prossima volta che pensi di cavartela da solo con il marketing o la tua comunicazione aziendale, chiediti: sto creando valore… o sto solo allagando il bagno aziendale?












