Metstrade e fiere nautiche: strategia, novità, marketing, comunicazione, ma soprattutto stile di vita del professionista

Spero che nessuno debba sottoporsi alle analisi del sangue quando torna dal Mets. E ora che ci penso anche dal Boot di Düsseldorf, e pure da Cannes… 

E anche da Genova, Montecarlo, Miami, Fort Lauderdale, certo. 

Insomma, spero che nessuno debba sottoporsi a degli esami del sangue quando torna da un salone.

Non so se negli altri settori sia uguale, delle fiere nautiche ne parlo perché le bazzico da quasi 30 anni (azz se passa il tempo…) un po’ in tutti i versi professionali. 

C’è da dire che come giornalista te ne toccano di più, come consulente e responsabile marketing un po’ di meno, ma è questione di centilitri in mare .

Di certo, ai saloni di barche e dintorni, si trangugiano cose pesantissime, specialmente giù al nord. 

Un anno sono arrivato a pensare che lo stinco di maiale che almeno una volta ti portano a mangiare a cena quando sei a Düsseldorf serve a sgrassare quello che si mangia gli altri giorni… 

Ma ciò che mette a dura prova i vari apparati fisiologici dei professionisti della nautica è che, soprattutto, si beve, si beve e si beve.

Dal Caffè Nespresso al Gin Tonic: la (pesante) agenda di un espositore

In genere, gli appuntamenti della mattina sono accompagnati da caffè. 

Almeno uno offerto in ogni stand in cui ti presenti e, se sei italiano e lo stand è straniero, quando te lo offrono si scusano che non è buono come il nostro, anche se lo fanno con la stessa macchinetta della Nespresso, con le cialde che si chiamano con quei nomi che fanno tanto caffè italiano, Napoli, Volluto, Roma, Ristretto… e che finiscono sempre tutte verso le 11, tutte tranne quelle chiamate Arpeggio perché, si sa, che Arpeggio non c’è mai fine.

Quando poi si arriva alle presentazioni o agli incontri intorno all’ora di pranzo spuntano le birre e i vini (“Magari preferisci delle bollicine?…” “No, davvero, grazie…” “Allora un caffè?!”). 

E quando gli appuntamenti scalano verso le 15, non ci si fa troppi scrupoli a fare apparire, e poi anche sparire, in gola, i gin tonic, gli spritz, gli americani, i negroni e ovviamente le birre, il vino, le bollicine (il caffè a quel punto non ha più dignità di presenza e riappare solo la mattina dopo)…

L’acqua? No, l’acqua no. Quella è l’unica cosa che devi chiedere e in genere ti servono in dose da shottino o con temperatura da abbattitore, forse perché, visto che né si cucina né contiene alcool, i gestori dei bar da stand, la trattano come il pesce da mangiare crudo…

Infine, dopo che il salone chiude al pubblico, si beve tra noi addetti ai lavori, così, per alleggerire un po’ la tensione della giornata, che, non ci dimentichiamo, è sempre impegnativa. 

E più divento grande io e più diventa impegnativa lei, ma di certo dipende dalla giornata, non dalla mia età.

L’Incredibile Tasso di Crescita del Mets di Amsterdam e le Novità imperdibili

Per quanto riguarda il resoconto del Mets? Fantastico, davvero. 

Ricco, ricchissimo, sempre più enorme, pieno di occasioni e novità. 

Con gente che propone cose incredibili, con tutto ciò che ti serve per una barca, dalle fibre e resine fino a… fino a qualsivoglia cosa tu possa pensare di mettere su una barca o di usare mentre ci sei sopra.

E pure cose che manco pensavi possibile potessero (o dovessero) esistere, come il pulisci trappa del corpomorto, i volanti con il display touch del chart plotter al centro della ruota o i parabordi che spuntano dalle murate quando si gonfiano e che poi la murata si riciuccia dentro quando lasci l’ormeggio.

E magari, visto che visitare 1700 espositori in tre giorni e capire ciò che propongono di nuovo/interessante è un’impresa degna di Tom Cruise (che infatti non si è visto perché non ci riuscirebbe manco lui).

Ecco, magari mi sono perso le forbici da neve per chi naviga in oceano in inverno o un dissalatore che stira ammira e si fa gli affari suoi. Vai a sapere…

E poi ci sono le novità dei premi . Qui c’è il DAME Award dove tutto ciò che va al di là del possibile e del pensato finora e si trasforma in futuribile, qualsiasi cosa ciò significhi. Un esempio dell’ultima frase?

Il vincitore assoluto è LXNAV E360: un display circolare da 102 mm (4″) touchscreen, capace di visualizzare un’ampia gamma di dati via NMEA 2000, con WiFi, GPS integrato, compatibilità Navionics via SD-card e carte OpenSeaMap precaricate e certificato fino a IPX6. Per vedere gli altri vincitori c’è un bell’articolo di Pressmare, a riguardo.

A volte il criterio di aggregazione degli espositori rimane incognito: ci sono i padiglioni (o delle loro sezioni) nazionali, ma poi trovi aziende di quel paese che stanno da tutt’altra parte. 

Ci sono aree tematiche, che sono un po’ più rigorose come presenza delle divisioni nazionali, ma non è detto che tutti quelli che hanno a che fare con una certa materia siano nell’area a quella materia dedicata. 

Insomma, anche in contesto organizzatissimo come il Mets qualcosa di aleatorio rimane sempre (per fortuna, direi).

Però di stand vuoti non ne ho visti, le preiscrizioni per il prossimo anno sono già quasi a livello degli espositori di quest’anno e già hanno annunciato una riorganizzazione degli spazi espositivi.

Comunicazione Efficace per Cantieri e Fornitori. Distilla il tuo Messaggio

Ma, al di là dell’alcol test col fiato sospeso, il Mets ogni anno ricorda una verità semplice: in una fiera così enorme non vince chi ha la novità più grande, ma chi la comunica meglio.

La fiera è un bagno di novità. E dopo tutto questo girovagare, bere e (forse) confondersi un po’ le idee, la vera sfida per la tua azienda di nautica è una sola: far sì che le persone giuste (cantieri, broker, porti) notino davvero la TUA novità in quel marasma.

Noi di LLiquida, anche in mezzo a tutti quei gin tonic e quei 1700 stand, e soprattutto prima e dopo l’evento in sé, aiutiamo i nostri clienti a distillare il messaggio giusto e a comunicare le loro innovazioni al pubblico che conta, trasformando l’impegno della fiera in reali contatti di affari. 

Parliamone, prima del prossimo stinco di maiale!

Ovviamente, la Nespresso e i produttori di alcolici non possono che essere felici di questo. 

I nostri esami del sangue un po’ meno, ma cosa non si fa per restare aggiornati nel nostro lavoro.

Giacomo Giulietti — Fondatore LLiquida, consulente marketing nautico e giornalista di settore.

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