Esultiamo gente: i ricchi aumentano! Il numero di miliardari nel mondo ha superato per la prima volta quota 3.000!
Noi che ci occupiamo di barche dovremmo essere contenti, visto che vendiamo ai benestanti e visto che della piccola nautica (che non interessa ai miliardari) ne abbiamo già parlato.
C’è tuttavia un risvolto della medaglia anche in questa crescita degli ipericchi che affronterò alla fine dell’articolo.
Torniamo, quindi, ai fantastiliardi.
Secondo la lista World’s Billionaires di Forbes pubblicata la settimana scorsa, ci sono per la precisione 3.028 miliardari con una fortuna complessiva di 16.100 miliardi di dollari.
Una ricchezza non frenata dalle crisi globali, anzi aumentata durante la pandemia, quando le azioni tecnologiche sono salite alle stelle.
Sebbene il numero di miliardari sia cresciuto in modo piuttosto graduale, nel 2013 erano 1426, la ricchezza complessiva dei miliardari è balzata nel 2021 e ha registrato aumenti significativi nel 2024 e nel 2025.
Come può osservare chi ha voglia di andarsi a vedere i numeri, in media, ogni miliardario è diventato più ricco: rispetto ai 3,8 miliardi del 2013, nel 2025 ogni Iperpaperone ha 5,3 miliardi di dollari.
Sebbene questa categoria rappresenti l’estremo della disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza globale, anche tra di loro esiste una forte disparità: i 15 “centimiliardari” (con un patrimonio superiore ai 100 miliardi) valgono più degli “ultimi” 1.500 miliardari messi insieme.
Se si sommano i patrimoni netti individuali come indicati da Forbes, ci si accorge che la ricchezza complessiva dei 25 individui più ricchi al mondo, aggiornata a luglio 2024, ammonta a 3.038,2 miliardi di dollari.
È interessante notare che, secondo il Fondo Monetario Internazionale, il Prodotto Interno Lordo (PIL) dell’Italia nel 2023 è stato di circa 2.010 miliardi di dollari.
Ciò significa che la ricchezza combinata di questi 25 miliardari supera di oltre il 50% l’intero PIL italiano di quell’anno.
Allargando il quadro, secondo il Global Wealth Report 2024 di UBS, la ricchezza globale totale ammontava a circa 450 trilioni di dollari.
Secondo Inequality.org, l’1% più ricco della popolazione possiede il 47,5% della ricchezza globale, mentre il 40% degli adulti detiene meno dell’1% della ricchezza totale.
Non affronto considerazioni su quanto sia sostenibile una disparità di questo tipo o di quanto sia addirittura “giusta”, non è mia intenzione ragionare di equità pubblicamente, ognuno è libero di pensare e di agire come vuole.
Il ragionamento è diverso.
È vero che i miliardari in 12 anni sono più che raddoppiati, ma nello stesso periodo di tempo le persone totali sono aumentate di circa un miliardo.
Quindi è prevedibile che sia più facile vendere avendo un pubblico di otto miliardi di persone che avendone solo 3.000.
Ma facciamo finta che questo andamento ci piace e lo reputiamo corretto e sostenibile: come faremo a essere ancora quelli scelti da quei pochi che potranno permettersi di comprare ciò che offriamo?
Per esempio è vero che la percentuale di gente con le barche tra gli ipericchi è più alta anche della percentuale di diportisti persino in paesi molto nautici.
Tra i 25 individui più ricchi, in 9 hanno almeno uno yacht: circa il 35%, nessun altro Paese può vantare questa densità.
Tuttavia, le barche vendute sono solo 9… grandi, grandissime, ma sempre 9.
Altro aspetto: con la maturità ogni mercato diventa una corsa a due cavalli e la nautica non ne fa eccezione.
Se si va a vedere nella lista dei Top 100 yacht pubblicata da Superyachts.com i primi due cantieri hanno realizzato il 49% delle costruzioni.
Lürssen Yachts ne ha varate 35, Feadship segue con 14 yacht, Oceanco terzo con 8 e via a scendere tutti gli altri. I nostri Benetti e Fincantieri Yachts 4 in totale (2 ciascuno).
La domanda che ti faccio è: in un mondo che va sempre più verso una polarizzazione del mercato come penso di spiccare rispetto ai tuoi concorrenti?Oggi c’è da mangiare ancora per molti, ma tra 10 anni come saranno cambiate le carte in tavola?












