Marketing Nautico: Perché Evitare Agenzie Non Specializzate?

Il fascino morboso dell’extra settore

Prima di arrivare al marketing nautico e alle agenzie specializzate, fai un piccolo esercizio di immaginazione.

Da un po’ di giorni, quando sali le scale, quando esci o entri dall’auto ti fa male un ginocchio. 

Visto che con le pomate e gli antidolorifici che hai a casa il dolore non passa, anzi passano i giorni e quello aumenta, a un certo punto decidi di andare da un medico per risolvere il problema.

Domanda: vai dall’ortopedico o dall’oculista?

Secondo me, anche se qualche volta la fitta che parte dall’articolazione ti fa vedere le stelle, opti comunque per il primo specialista. 

Persino se il secondo è un medico rinomato tanto quanto il primo.

Così come per tagliarti i capelli vai dal barbiere e non dal sarto, anche se entrambi usano le forbici.

O per comprarti la cerata da barca vai allo ship chandler e non dal sarto di cui sopra, anche se trattano entrambi capi di abbigliamento.

Vero o no? 

A seconda del bisogno vai dallo specialista che più reputi esperto in quell’ambito o che usa lo stesso strumento in maniera più adatta alle tue necessità.

Ecco, nella nautica non è sempre così.

Ci sono fior di esempi in cui il cantiere o comunque l’azienda che opera in questo settore decide di affidare il proprio marketing e la propria comunicazione a qualcuno che, di base, si occupa d’altro.

Per riportare il discorso agli esempi di cui sopra: marketing e medicina, sono “la scienza”; la nautica, come l’ortopedia, sono la specializzazione. 

Oppure, il marketing è lo strumento, come le forbici; sarto o barbiere è la specializzazione.

I motivi di base per cui si sceglie chi non è verticale sulla nautica sono tre.

Uno è l’ignoranza. 

Si pensa che chi ben comunica i grandi marchi dell’alta moda, o, mutatis mutandis, la brillante impresa locale, riesca a raggiungere gli stessi eccellenti risultati anche in un ambito così peculiare come la nautica in cui, solo per dirne una, si parla una lingua tutta nostra. 

Il secondo motivo è la prossimità che prevede due sottocasi: prossimità di parentela o geografica. 

Nel primo è il famoso cuggino e che quindi si sceglie perché costa poco, punto. 

Nel sottocaso “spaziale”, la distanza ridotta è sufficiente a dare un valore aggiunto. Come ci è stato detto: «perché sono vicini e quindi ci si vede di persona». 

Avanzo un’ipotesi: probabilmente chi opera questa scelta è rimasto colpito dalla legge di gravitazione universale che spiega che l’attrazione è tanto più forte quanto più sono vicine le masse in gioco. 

Oh, l’ha detto Newton, mica l’ultimo pirla.

Quindi: se io sono vicino alla mia agenzia, loro attraggono di più i clienti. 

Il terzo è in genere il motivo che affascina chi si sente pronto al “salto di qualità”. 

Il pensiero è: “Andiamo dall’azienda che tratta l’extra settore che così entriamo nell’extra settore anche noi. Basta le solite rivistucole di nautica, basta i soliti saloni. 

D’ora in poi conquisteremo il mercato degli alto spendenti (quella è la grande sirena) grazie alle vetrine in via Montenapoleone, le copertine di Vogue e gli editoriali sul Washington Post”. 

Marketing nautico agenzia specializzata

Ora, fermo restando il legittimo desiderio di allargare il proprio raggio di comunicazione anche al di fuori dei soliti media nautici, chiedo: perché chi parla di scarpe, arredamento o automobili dovrebbe essere in grado di rendere una barca più appetibile a chi di barche non ne ha mai sentito parlare né le ha mai prese in considerazione? 

Per chiarire un punto facile facile: se un cantiere vuole avere una notizia su un giornale non nautico, non è che chi si occupa di uffici stampa nautici non ha i contatti per arrivare al Corriere della Sera, alla rivista della compagnia aerea, della catena alberghiera o della carta di credito. 

Ti rivelo anche il segreto di Pulcinella: spesso più che la notizia, a convincere il direttore di uno dei succitati magazine tipo è l’investimento pubblicitario, ma questo è un discorso che eventualmente andrebbe approfondito in altra sede. 

Comunque attento a ciò che desideri perché i numeri, leggi: quattrini, di cui si parla sono ben diversi a quelli a cui in genere i cantieri pensano quando parlano di marketing (riferendosi tra l’altro alla pubblicità, che non sono sinonimi).

Accenno solo un’altra considerazione: è raro che l’apparizione di una barca in un contesto extrasettore generi l’acquisto. 

È più probabile che uno la barca l’abbia vista in un porto o abbia chiesto a un amico che già ne ha una.

Oppure che abbia fatto una cosa matta tipo guardare su una rivista di nautica o in una delle varie forme di comunicazione offerte dall’on line. 

Però di sicuro se sei “di qua e di là” le tue possibilità di trovare clienti aumentano

Detto tutto questo, sai perché alla fine chi compie il salto della quaglia e sceglie i non nautici alla fine torna indietro e si rivolge a chi è dentro questo ambito?

Ti do almeno 5 ragioni

1. Conoscenza specifica del settore

Un’agenzia specializzata nella nautica conosce già il linguaggio, il target di riferimento, i suoi protagonisti e le dinamiche di mercato. 

Sa quali sono i canali di comunicazione più performanti per raggiungere gli specifici segmenti di clientela.

Questo significa meno tempo perso a spiegare il prodotto e il pubblico di riferimento e più tempo dedicato a strategie efficaci. 

Inoltre, sa quali sono le tendenze, gli eventi di riferimento (fiere, regate, saloni nautici), e le leve di marketing più funzionali per il pubblico giusto. 

2. Network e contatti qualificati

Un’agenzia verticale sulla nautica ha già rapporti con media specializzati, influencer di settore, yacht broker e altri stakeholder chiave. 

Questo facilita PR, pubbliche relazioni dirette e digitali e opportunità di co-marketing abitualmente precluse a un’agenzia generalista.

3. Contenuti e storytelling mirati

La comunicazione nel settore nautico ha un suo linguaggio e una sua estetica distintiva. 

Un’agenzia specializzata sa come raccontare il brand in modo autentico, senza cadere in errori che trasformano la tua comunicazione in una barzelletta squalificante per gli appassionati e gli addetti ai lavori.

Chi già promuove le barche comprende a fondo le caratteristiche tecniche e i vantaggi unici dei prodotti e dei servizi offerti dal cantiere. 

Sa come valorizzarli al meglio, comunicando in modo efficace i plus al pubblico di riferimento, che a sua volta ha esigenze e aspettative specifiche.

Se il testo di un post su Facebook è scritto da chi il mare lo vede solo dalla spiaggia te ne accorgi già dalla seconda riga. 

E ancora di più oggi che spesso il ragazzino dell’agenzia che si occupa del social media management fa scrivere i testi a Chat Gpt.

Frasi piene di vuoto perché non ci sono le conoscenze per riempirle di contenuti.

Ho visto arrivare un imbarazzante comunicato che recitava:

“Nata dall’incontro tra innovazione e tradizione, [omissis] ridefinisce i canoni dell’eleganza e delle prestazioni. Un capolavoro di ingegneria e design, pensato per chi non si accontenta, ma ambisce a esperienze senza precedenti.

Ogni dettaglio è stato sapientemente studiato per offrire un equilibrio perfetto tra comfort e funzionalità, garantendo un’esperienza di navigazione senza paragoni. 

Le linee scolpite esprimono un’anima audace e contemporanea, mentre i materiali selezionati incarnano il lusso nella sua essenza più pura… [continuava, purtroppo]”.

E non solo lo reputo imbarazzante io, ma anche chiunque voglia comprarsi una barca. 

E non importa se lo legge su Facebook, Superyacht Time, o il Wall Street Journal.

4. Ottimizzazione degli investimenti

Un’agenzia con esperienza nel settore saprà dove allocare il budget per ottenere il massimo ritorno sull’investimento, il famoso ROI. 

Conosce già i migliori canali per campagne di pubblicità (o ADV come la chiamano quelli “imparati”), sa quali partnership attivare e quali fiere/concorsi sponsorizzare.

Ed è in grado di elaborare strategie di marketing mirate, ottimizzando gli investimenti e massimizzando il ritorno in termini di visibilità, lead e conversioni.

5. Credibilità e Posizionamento

È il risultato che si ottiene sommando i punti precedenti.

Affidarsi a professionisti che lavorano esclusivamente nella nautica aiuta a costruire una reputazione solida e coerente. 

Se il mio cantiere vuole essere riconosciuto come un riferimento nel mercato, è meglio avere alle spalle chi conosce già il settore in modo approfondito.

Vabbé, ma ma allora i non nautici sono tutti mentecatti?

No, certo, anzi un’agenzia generalista potrebbe portare un punto di vista fresco, creatività più “disruptive” e strategie innovative prese da altri settori. 

E mica siamo bravi solo noi. 

Tuttavia, non conosce le particolarità della nautica. 

Deve rincorrere una preparazione che non ha, di conseguenza va incontro a errori di posizionamento. 

Ha bisogno di una curva di apprendimento molto più lunga e quindi gli investimenti del cantiere saranno i meno mirati.

Specialmente con i tempi serrati richiesti dalla comunicazione odierna. 

Naturalmente, è fondamentale valutare bene portfolio, case study e referenze dell’agenzia specializzata per assicurarsi che abbia le competenze e l’esperienza specifiche adatte alle esigenze del cantiere. 

Che sia capace di combinare competenza verticale e approccio innovativo, evitando un’impostazione troppo “ingessata” o ripetitiva rispetto alle strategie già abusate nel mercato, ai morbidi passaggi sull’onda e alle linee classiche, ma innovative.

Se hai avuto la tentazione di fare il grande passo verso i non nautici, prima, fatti una chiacchierata con noi. 

Basta anche una mail a info@lliquida.com

Magari quei soldi che verosimilmente spenderai per fare capire all’agenzia che cosa vuole sentirsi dire uno che va in barca: potrebbero già diventare nuovi clienti se li usi con chi quelle cose le sa bene quanto te.

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